Il caso e la necessità

Arbitrarietà del racconto e criteri di verosimiglianza tra teoria e storia letteraria

Piero Toffano (a cura di)
Contributi di: Federico Bertoni, Francesco Ferretti, Alessandra Ghezzani, Daniele Guastini, Franco Moretti, John Mullan, Caroline Patey, Pierluigi Pellini, Giulia Raboni, Piero Toffano, Paolo Tortonese

ISBN: LIBRO: 978-88-6995-726-0
EBOOK: 978-88-6995-727-7
Caratteristiche: 2020 • 15,5x23 cm • 248 pagine • brossura con bandelle

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Il caso e la necessità - Arbitrarietà del racconto e criteri di verosimiglianza tra teoria e storia letteraria
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Descrizione

Ogni narrazione è un tentativo di costruire una ordinata visione del mondo, fondata su regole sia interne che esterne (coerenza e aspettative dei lettori), le quali conferiscono al racconto un orientamento e una logica, che il titolo di questo volume chiama necessità. Il caso è invece quanto sembra ascrivibile alla libertà creatrice, sembra introdurre elementi immotivati e gratuiti, contribuendo all’effetto di sorpresa di cui ogni narrazione ha bisogno. O forse, è un modo per sostituire alla visione del mondo dominante altre possibili, rivolte al futuro oppure al passato.

I saggi qui raccolti spaziano da Aristotele ad Arthur Miller, passando per Shakespeare, Tasso, il Classicismo, il Settecento inglese, Manzoni, la narrativa realistica ottocentesca francese e inglese.

 

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«[…] opera del poeta non è dire le cose accadute, ma quali potrebbero accadere e le cose possibili secondo probabilità o necessità. Lo storico e il poeta, infatti, non differiscono per il parlare uno in versi e l’altro in prosa […], ma differiscono per questo: per dire uno le cose accadute, e l’altro le cose quali potrebbero accadere. Perciò la produzione poetica è più filosofica e seria della narrazione storica: la produzione poetica, infatti, dice soprattutto le cose universali, mentre la narrazione storica dice il particolare.

Se questo passo di Aristotele riabilita la poesia dalle accuse rivolte ad essa, assieme a tutta l’arte, da Platone (imitazione di un’apparenza), essa però pone ai poeti una serie di difficoltà circa i rapporti tra probabile (o verosimile) e vero. Aggiunge infatti Aristotele: “è probabile che accadano anche molti fatti improbabili”; e quindi, in poesia «bisogna preferire cose impossibili “ma” plausibili a cose possibili “ma” non credibili». “In ambito poetico, infatti, si deve preferire un verosimile impossibile all’inverosimile, anche se possibile”…»

 

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Piero Toffano si è laureato in Lettere a Venezia sotto la guida di Francesco Orlando. Insegna Letteratura francese all’Università di Urbino “Carlo Bo”, dove è stato Direttore di Dipartimento dal 2012 al 2018. Ha scritto monografie su La Rochefoucauld, Chateaubriand e Flaubert, e saggi su autori francesi del Seicento, Ottocento e primo Novecento.

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