Di mare un cammino e altre parole

Manrico Murzi

ISBN: 978-88-6995-760-4
Caratteristiche: 2020 • 20x20 cm • 96 pagine • 40 immagini • brossura

Volume 10,00 9,50

Descrizione

«Ho incontrato Manrico Murzi al Cotone, qualche estate fa. Leggeva versi, i suoi, ma potevano essere di tutti coloro che lo stavano ascoltando. La magia delle parole si sommava all’incanto di quel luogo, fatto di case assiepate intorno all’antica torre e agli scogli dorati, rosa al tramonto, che ricordano presepi.

Guardiano di vite trascorse, erede di memorie collettive, maestro di mondi, mescolava alla metrica della poesia, parole marinesi “aggallate” in quello spicchio di mare.

Ho visto, potrei giurarlo, far capolino da una finestra Ezilda e Bastianina, Elvira e Mechina, donne venute dal passato, che sorridevano “vergognose” ma divertite da quest’inconsueto spettacolo. Da allora Manrico Murzi mi rappresenta la Marina, ma anche tutto quello che esiste oltre la Marina, a volerlo cercare. Lui che da qui è partito “bambolo” ed è tornato poeta. Cresciuto a Marciana Marina insieme a molti fratelli fra il Vicinato Lungo, dove è nato, e la Piazza della Chiesa, dove si trovava il panificio paterno, Manrico Murzi ha avuto la fortuna di avere “buoni maestri” e “buone maestre”. Don Nicola Onetto gli insegnava il Latino, l’esiliata Baronessa Lilian Quaranta di San Severino l’inglese, il francese da Maria Massabò Fagioli e il Tedesco dalla Signora Tancredi.

Ma forse la poesia ce l’aveva nel sangue, ereditata dal nonno che scriveva in gioventù sul “Piovano Arlotto”, giornale satirico pubblicato a Firenze da Le Monnier nella metà dell’800. Quel Luigi Murzi, ricco, generoso e rubacuori, che dopo aver sperperato la fortuna di famiglia aveva deciso di fare il fornaio per mantenere figli e moglie, la giovane Caterina Berti, poetessa anche lei. “Il poeta è un artigiano delle parole pescate nel ventre materno. È questo il vero linguaggio poetico, quello che viene da dentro” – mi ha detto Manrico Murzi, disvelando un amore comune per questo paese, quello che era la Marina di Marciana, e per i nostri antenati, con le parole schiette e semplici di “poeta giramondo”, che non si è mai dimenticato della sua Isola e del suo più piccolo paese, dove è nato nel 1930. Terra a nord-ovest, luogo dell’anima dove è sempre tornato…»

Patrizia Lupi

 

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