SPEDIZIONE IN ITALIA GRATUITA A PARTIRE DA 40,00€ DI SPESA
CERCA NELLO SHOP...

L'editore informa

Il team racconta l’evento dedicato a Margherita Hack

24 Marzo 2016

Ieri all’SMS Biblio una bella occasione per ricordare – e scoprire in alcuni aspetti davvero inediti – la figura della scienziata più “pop” del Novecento: Margherita Hack. A lei ha dedicato un “ritratto” la giornalista Valeria Caldelli, intervistata da Giuseppe Meucci, curatore della collana.

Ad aprire il dibattito Franco Cervelli, fisico sperimentale presso l’Infn, che ha firmato anche la prefazione del testo di cui ha voluto sottolineare l’impianto originale che ricostruisce la vita della scienziata per “fotogrammi”, rivelando una grande capacità dell’autrice di darne una lettura profonda e insolita. Ha inoltre ricordato le doti che Margherita Hack possedeva e che ne facevano una vera scienziata: senso della meraviglia e umiltà.

È poi intervenuta l’autrice, Valeria Caldelli, che con un grande trasporto e con parole piene di emozione, che si ritrovano tra le pagine del libro, ha raccontato al pubblico attento e silenzioso alcuni aspetti della vita della “donna”, ovvero della “maschiaccia”, Margherita: dal rapporto con il marito Aldo, all’amore per gli animali, dalla sua grande generosità fino alla triste vicenda del testamento. “Le cose che più mi hanno colpito di lei sono state l’ottimismo e il coraggio” – ha concluso la giornalista prima di lasciare la parola all’assessora Marilù Chiofalo che ha parlato non solo in veste di rappresentante delle istituzioni, ma anche di studiosa e scienziata. Ha infatti sottolineato che “Margherita Hack rappresenta tutto quello che vorremmo vedere in uno scienziato e ci manca molto”. A mancarci però non è solo il suo contributo scientifico, ma anche quello politico, sociale, umano. Ha ricordato infatti le sue numerose battaglie civili, come quella in favore dell’eutanasia e dei diritti degli omosessuali: era una donna che ha sempre precorso i tempi. E ancora un accenno al suo amore per la divulgazione (senza la quale la scienza perde il suo valore), per lo sport, per i giovani che aiutava e incoraggiava.

L’assessora ha concluso l’intervento auspicando che alla sua figura possano essere dedicati spazi cittadini che contribuiscano a tenerne viva la memoria e l’esempio. Prima di lasciare spazio agli autografi un emozionante fuoriprogramma: il breve saluto dello “scienziato bambino”, citato nel libro e presente in sala, che a 8 anni scrisse a Margherita Hack per chiederle consiglio e lei gli rispose: Andrea Ferrara, oggi docente di Cosmologia alla Scuola Normale Superiore e professore di fisica e matematica all’Università di Tokyo. Peccato che Margherita non abbia mai scoperto chi è diventato quel bambino a cui inviò addirittura un suo studente. Chissà se le sue amate stelle glielo hanno raccontato, adesso che ci piace pensarla finalmente e per sempre a brillare vicina a loro…

newsletter pacini editore

Iscriviti alla newsletter di Pacini Editore

ISCRIVITI

newsletter pacini giuridica

Iscriviti alla newsletter di Pacini Giuridica

ISCRIVITI