Toscana – Una storia illustrata – Seconda edizione

Massimo Dringoli, Eugenio Giani, Cristina Manetti, Alma Poloni, Sandro Rogari, Marcello Verga, Alessandro Volpi

ISBN: 979-12-5486-094-6
Caratteristiche: 2022 • 16,5x21 cm • 240 pagine • 160 immagini • brossura con bandelle
Collana: Storie Illustrate
Nr. nella collana: 29

Volume 19,50 18,53

Descrizione

Impresa ambiziosa quanto ardua ripercorrere e racchiudere la storia millenaria di una regione come la Toscana tra le pagine di un libro: ogni momento, paese, città o centro abitato ha la sua cultura, la sua tradizione e un percorso diverso.

Ma il vero successo di questo volume è saper cogliere la trama unitaria che, annodando le sue maglie millenarie, compone una tela di rara bellezza, famosa in tutto il mondo per le sue meraviglie storiche, artistiche, naturali: la Toscana.

Una “storia illustrata” che raccoglie lo spirito di un territorio, con lo scopo di rivisitarne il passato alla luce del presente per comprenderne i caratteri originali. Attraverso le immagini, che creano un suggestivo e immediato percorso di lettura parallelo al testo, la storia si arricchisce di volti, paesaggi e documenti.

 

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«Non si tratta di un’opinione personale, è quanto dimostrano i fatti della storia, quanto ancora oggi si può cogliere nella lingua, nelle tradizioni, nella realtà delle città e dei borghi, nello stesso paesaggio entrato nell’immaginario universale, ma che tale è diventato solo per la relazione millenaria tra uomo e ambiente: poche regioni, forse nessuna, possono vantare una spiccata identità come la Toscana. Un’identità che affonda nei tempi più remoti, che rimanda a una precisa unità culturale, che si fa forte anche di una rara continuità teritoriale e geografica.

Un punto importante, quest’ultimo: nessun’altra regione italiana, tra le 20 fissate dalla Costituzione repubblicana del 1948, ricalca i confini degli Stati preunitari. E questo vale per il Regno delle Due Sicilie, che si estendeva per il sud della penisola fino al Lazio; vale per lo Stato Pontificio, che oltre al Lazio comprendeva le Marche, l’Umbria, la Romagna fino a Bologna; vale per lo Stato sabaudo, che teneva insieme Piemonte, Liguria, Sardegna e Val d’Aosta; vale tanto più per il Lombardo-Veneto e per l’Emilia Romagna, quest’ultima frammentata in varie realtà politiche.

La Toscana, insomma, è l’unica regione a cui si può riconoscere un’equivalenza geografica tra il prima e il dopo, con almeno il 90% di territorio che dal Granducato è stato ricompreso nell’attuale regione dell’Italia repubblicana. E non si tratta solo di una questione di percentuale, è anche un fatto di durata nel tempo: perché il prima a cui possiamo riferirci non è quello del plebiscito con cui nel marzo 1860 si sancì l’ingresso nel Regno d’Italia; è un prima assai più lontano, che ci porta al 27 agosto 1569, alla bolla con cui Papa Pio V conferì a Cosimo dei Medici il titolo di “magnus dux Etruriae”: l’atto di nascita del Granducato…»

Eugenio Giani

 

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