Ricerche storiche 3-2019

Rivista quadrimestrale - Anno XIXI, numero 3 settembre-dicembre 2019

AA.VV.

ISBN: 978-88-6995-704-8
ISSN: 0392-162X
Caratteristiche: 2019 • 17x24 cm • 168 pagine • 6 immagini • brossura

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Descrizione

«Nel febbraio 1348, l’assemblea degli stati generali di Provenza dispose di accordare la fiducia alla regina Giovanna a patto che nessun ufficiale straniero venisse più nominato nelle Contee, che non venissero alienate le terre del domaine e, in particolare, che non fosse venduta la città di Avignone. A seguito della richiesta, Giovanna, messa alle strette, giurò di rispettare le pretese dei provenzali, revocò il senescallo Filippo di Sangineto e nominò al suo posto Raymond d’Agout. Poco dopo però, con una lettera reginale del 20 settembre 1348, tornò sui suoi passi e nominò al governo delle Contee l’umanista regnicolo Giovanni Barrili. Le reazioni della società provenzale gettarono il paese sull’orlo della guerra civile e diedero origine ad un conflitto che lasciò emergere tutta la forza dell’articolato sistema di poteri entrato a far parte, nel 1266, del dominio angioino con sede a Napoli.

La polemica sull’indigenato è stata da tempo al centro degli studi sulla storia della Provenza e sulla crescita politica di alcune città, come Marsiglia ed Aix, che divennero nel corso del Trecento controparti in grado di dialogare con i sovrani per cercare di imporre i propri orientamenti. Più di recente, anche il tema dell’arrivo degli ufficiali stranieri ha ricevuto alcune attenzioni da parte di studiosi interessati ad analizzare la complessa dinamica di relazioni politiche nelle quali si vennero a trovare le due Contee di Provenza e Forcalquier tra la metà del Duecento a la fine del Trecento. Il quadro che ne è emerso è quello di un’area fortemente connessa all’Italia e al Regno durante tutta la storia della prima casa d’Angiò, che concepiva il proprio dominio come un territorio unico, sul quale imporre il medesimo sistema di governo grazie anche al reclutamento di un personale amministrativo di origini geografiche miste…»

Serena Morelli

 

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