IL SOMMELIER – Anno XXXIX – n. 3-2021

Rivista trimestrale di enologia, gastronomia e turismo

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Informazioni tecniche

ISBN
978-88-6995-947-9
Caratteristiche
2021 • 21x29,7 cm • 80 pagine • oltre 110 immagini • brossura
ISSN
1826-6533
Collana

Descrizione

«Una tigre in città. Non è il titolo di un film ma una scena riprodotta all’interno del Museo di Zoologia della Capitale. Un habitat insolito fatto di luci e grattacieli dove il mammifero selvatico sembra essere smarrito; poco in là si scorge una didascalia: «Frammentazione, distruzione e urbanizzazione degli ambienti naturali hanno ridotto del 95% l’area una volta abitata dalle tigri». Uno dei tanti violenti cambiamenti che mette sgomento.

Il climate change si costituisce di eccessi (termici, di luce, idrici…), di eventi metereologici nefasti. Cambiamenti forti che gli studiosi fanno risalire principalmente alle attività di antropizzazione (crescita industriale, de-forestazione…) che producono un significativo aumento dell’energia sotto forma di calore.

Il riscaldamento del pianeta, che la scienza riconduce principalmente all’incremento di emissioni di gas ad effetto serra (in primis l’anidride carbonica), amplifica i fattori di rischio ambientali in termini sia di quantità sia d’intensità; pensiamo alle ondate di calore, alle siccità, alle piogge estreme e alle forti grandinate che si abbattono furiosamente sulle città, sui campi agricoli, sulle vigne: «La riduzione dell’impronta di carbonio […] viti-vinicoltura inclusa, è oggi una necessità inderogabile – scrivono gli autori Palliotti, Poni e Silvestroni nel libro Avversità non parassitarie della vite e cambiamento climatico – ed ecco allora che lo spostamento delle coltivazioni in aree più idonee, le varietà resistenti, gli inerbimenti ed i sovesci […] diventano strumenti tecnici da valorizzare ed utilizzare in modo esteso».

La relazione uomo-ambiente è chiaramente mutata. Nel mondo antico l’uomo era rispettoso della natura tanto da venerarla attraverso gli dèi; nel tempo, numerosi poeti e letterati ne hanno cantato le lodi. Oggi, quel legame armonico si è spezzato.

Lungimirante fu Maria Montessori che, nei primi del ’900, aveva dedicato alla questione un capitolo La natura nell’educazione, all’interno del suo primo libro, cogliendo le grandi potenzialità del legame speciale bambino-natura.

La relazione uomo-ambiente è oramai lisa comportando inevitabilmente forti ripercussioni sulla vita delle persone tanto da far coniare al prof. G. Albrecht il termine solastalgia per indicare un disagio psicologico diffuso tra gli individui che avvertono forme di ansia dopo un disastro ambientale.

Un disagio partorito dall’idea di mancanza di una casa, ovvero un posto nel mondo dove l’essere umano possa sentirsi sicuro e protetto. Aldilà di attese azioni individuali e di politiche di intervento per mitigare il global warming, forse è il sentimento della natura che andrebbe preminentemente riscoperto e accresciuto in noi per ripristinare l’agognato legame.

Stare nella natura è appartenere ad essa, è amarla non certo violarla, anche perché «Ogni cosa è strettamente collegata su questo Pianeta» (Montessori). Tale interconnessione, che la pedagogista chiama educazione cosmica, include anche l’uomo.

Forse, coltivando nuovamente il sentimento della natura potremo ripristinare il legame uomo-ambiente e così potremmo tornare a sentire ancora il mondo come una casa sicura.»

Alice Lupi Direttore Responsabile

 

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