L’Histoire ancienne jusqu’à César in Italia

Manoscritti, tradizioni testuali e volgarizzamenti

Matteo Cambi

ISBN: 978-88-6995-767-3
Caratteristiche: 2020 • 16x23,5 cm • 200 pagine • 48 immagini • brossura
Collana: Biblioteca degli Studi Mediolatini e Volgari
Nr. nella collana: 22

Volume 21,00 19,95

Descrizione

«…L’Histoire ancienne jusqu’à César fu redatta per Ruggero IV castellano di Lille all’inizio del XIII secolo e può considerarsi senza dubbio un capolavoro della storiografia vernacolare francese, diffusasi ampiamente con versioni e adattamenti attestati in area italiana, iberica e galloromanza.

Tradizionalmente attribuita a Wauchier de Denain, eccentrico poligrafo francese del XIII secolo, sulla base della presenza di ampie moralizzazioni in versi affini agli excerpta moralizzanti delle Vies des Pères, l’opera riscosse uno straordinario successo europeo tra Medioevo e Rinascimento e si caratterizza per una struttura ampia e saldamente ancorata a un ricco repertorio di fonti latine classiche e medievali: oltre alla storiografia romana, l’Historia adversus paganos di Orosio, il Chronicon di Eusebio di Cesarea, la Historia scholastica di Pietro Comestore, la traduzione latina delle Antiquitates Iudaicae di Giuseppe Flavio, l’Epitome di Giulio Valerio, il Liber Floridus e l’Eneide di Virgilio con l’inscindibile commento di Servio.

Al di là delle complesse questioni riguardanti la paternità waucheriana dell’opera, la committenza e il contesto storico in cui l’opera vide la luce risultano strettamente legati agli ambienti della dinastia fiamminga: il destino dell’Histoire ancienne, infatti, sembra legarsi a filo doppio con la ‘gemella’ compilazione di materia antica dei Faits des Romains, un’estesa prosa storica relativa alle vicende della storia romana (e cesariana in particolare), in cui l’anonimo compilatore intende assemblare e tradurre tre grandi auctoritates della storiografia latina (Sallustio, Svetonio e Lucano) adattando la propria prosa ai modelli culturali e gli schemi letterari del suo tempo. Incurante dell’anacronismo, l’anonimo estensore dei Faits des Romains immagina i protagonisti della storia romana come cavalieri medievali dediti alla battaglia: la sua scrittura della storia è finalizzata alla courtoisie cavalleresca e le connessioni con le fonti latine altro non sono che un sottile fil rouge che lega le varie vicende storiche…»

Paolo Pontari

 

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