BOFIM – Torino. Ditta Augusto Bo
Storia di una fabbrica italiana. 1838-2000
Volume Il prezzo originale era: 38,00€.36,10€Il prezzo attuale è: 36,10€.
Informazioni tecniche
Descrizione
Torino, 1838. Il giovane Augusto Bo, originario di Susa e giunto nella capitale sabauda all’inizio di quell’anno in cerca di fortuna, si aggira fra gli stand allestiti nel padiglione della chimica della grande «Esposizione dei prodotti dell’industria de’ Regi Stati», incuriosito e affascinato dalla quantità e varietà di articoli esposti.
Ha in tasca poco denaro, e una certa familiarità con la preparazione dei colori appresa da autodidatta seguendo il padre Gioacchino, umile commerciante di rottami e ferro vecchio che necessitava di essere ripulito dalla ruggine e riverniciato.
Ed è osservando quei prodotti che Augusto decide di avviare una piccolissima ditta per la fabbricazione di inchiostri e colori alla quale dà il proprio nome: «Ditta Augusto Bo».
Inizia così, in un angusto e umido locale in piazza dei Molini – nell’allora periferia nord di Torino –, la lunga e straordinaria vicenda industriale della fabbrica torinese che Augusto riesce con tenacia a sviluppare con i suoi prodotti unanimemente riconosciuti di grande qualità: l’inchiostro, il giallo cromo, la luminosissima ceralacca e i gessi.
In un crescente susseguirsi di successi nazionali e internazionali, culminati con la medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di Londra del 1851 e con l’ottenimento della qualifica di «Fornitore ufficiale della Real Casa» nel 1890, la «Premiata e Privilegiata» Fabbrica di inchiostri e colori Augusto Bo entra nel gotha del mondo imprenditoriale torinese con l’apprezzamento dei suoi inchiostri da parte di illustri personalità: Camillo Benso di Cavour, Giacomo Puccini e Gabriele D’Annunzio.
L’avvento di Carlo Musso nei primi anni del nuovo secolo coincide con la visione di una grande fabbrica, con l’edificazione di un nuovo e più grande stabilimento e con l’ingresso nel mercato delle matite che diventano in poco tempo il prodotto più iconico dell’antica fabbrica torinese: nasce la «F.I.M. (Fabbrica Inchiostri e Matite) Ditta Augusto Bo Torino», che insieme a Fila e Presbitero si afferma come una delle maggiori e più importanti industrie italiane per la produzione di articoli per scrittura e belle arti.
Attraverso materiali d’archivio e fonti documentarie inedite e con un ampio apparato iconografico, questo volume ripercorre la lunga storia della BoFim, dalla sua fondazione fino alla cessione, nel 2000, al Gruppo F.I.L.A.
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Dino Dringoli
Dino Dringoli (Pisa, 1962). Laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Pisa, dopo alcuni anni di attività giornalistica si è specializzato in gestione delle risorse umane ed ha lavorato fino al 2011 come dirigente in aziende della sanità privata e successivamente come consulente per enti non profit. Nel 2014 ha fondato la società Studio Pixel per la progettazione di contenuti visivi e di comunicazione dedicandosi in particolare alla grafica editoriale e pubblicitaria, al copywriting e alla fotografia come strumento di advertising. Con Studio Pixel, e dal 2025 come libero professionista, ha progettato cataloghi, libri, logotipi, campagne pubblicitarie e infografiche, curato e allestito mostre ed esposizioni e tenuto corsi di storia della fotografia e di composizione fotografica. Cultore della storia locale, è da sempre attivo nella vita culturale della città di Pisa ed è attualmente vice presidente della Fondazione Teatro Verdi di Pisa.
Oltre alla vasta produzione di articoli giornalistici, scritti introduttivi e di commento, ha pubblicato: All’ombra della Torre. Immagini dalle chiese di Pisa, Maria Pacini Fazzi, 1993; Benedetti Toscani, Il Campano, 2001; La chiesa di San Giuseppe, ETS, 2005; Omaggio a Rodolfo Bernardini, AA.VV., ETS, 2009; La Misericordia di Pisa, ETS, 2011.
