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GIURIDICA

Un mondo senza la Russia? - Le conseguenze della miopia politica

Un mondo senza la Russia?

Le conseguenze della miopia politica

Evgenij Primakov

ISBN: 978-88-3379-033-6
Caratteristiche: 2018 • 15x22 cm • 224 pagine • brossura con bandelle
Collana: Diritto
Volume   € 20,00 € 17,00
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Descrizione

Con la fine della Guerra Fredda, il sistema delle relazioni internazionali parve destinato ad un definitivo assetto unipolare dominato dagli Stati Uniti, con una Russia ormai incapace di mantenere il ruolo di superpotenza globale e, forse, persino di preservare la propria integrità statuale.

Dopo alcuni anni, però, la situazione è mutata e Mosca è progressivamente tornata a giocare un ruolo da protagonista sull’arena mondiale.

Il presente volume rappresenta una rara occasione per il lettore italiano di conoscere il punto di vista russo su alcune delle maggiori questioni della politica internazionale e con innumerevoli riferimenti alle vicende interne della Federazione. Dalla crisi in Kosovo alla guerra in Iraq del 2003, dalla minaccia dell’integralismo islamico ai non semplici rapporti fra Mosca e Washington fino al conflitto arabo-israeliano, le attente analisi di Primakov costituiscono un contributo di indubbio interesse.

 

«Sono convinto che la Russia sia lungi dall’idea di affermare il proprio ruolo nel mondo attraverso lo scontro con tutti e sbagliano quei politici occidentali che agiscono sulla base di tale visione. In ogni caso la fretta di quanti hanno cancellato la Russia dalla lista delle superpotenze, sottovalutandone la forza e le prospettive di sviluppo è stata frutto di incredibile miopia politica. La Russia rimane, anche dopo lo scioglimento dell’URSS, il Paese più esteso della Terra, nel suo sottosuolo si trova circa il 50% di tutte le risorse naturali del pianeta e, oltre a ciò, possiede uno straordinario potenziale intellettuale.»
Evgenij Primakov

 

Scarica l’indice del libro (57 kb)

 

Evgenij Maksimkovič Primakov (Kiev, 29 ottobre 1929 – Mosca, 26 giugno 2015). Dopo studi di arabistica ha intrapreso la carriera accademica in diverse università e contemporaneamente ha lavorato come corrispondente della Pravda in Egitto e Medio Oriente. Direttore del prestigioso Istituto di Orientalistica e poi di quello di Economia Globale e Relazioni Internazionali dell’Accademia delle Scienze dell’URSS, nel 1988 divenne deputato e poi, nel 1991, capo dei servizi segreti esteri. Nel 1996 ha lasciato l’intelligence ed è stato nominato Ministro degli Esteri e due anni dopo Primo Ministro fino al 1999. Dal 2001 al 2011 è stato presidente della Camera di Commercio di Russia. Considerato una delle più importanti figure delle politica russa contemporanea, la sua “dottrina della multivettorialità” delle relazioni internazionali è divenuta un pilastro della politica estera di Mosca. È autore di innumerevoli pubblicazioni sulla politica estera russa e internazionale.
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