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Periodici - Poesia e Critica Letteraria

Semicerchio LVII (2-2017) - Rivista di poesia comparata - Uncreative poetry Rivista semestrale

Semicerchio LVII (2-2017) – Rivista di poesia comparata

Uncreative poetry
Rivista semestrale

AA.VV.

Caratteristiche: 2018 • 20x27 cm • 92 pagine • brossura
Collana: Semicerchio
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Descrizione

«Le ricerche presentate in questo dossier, per quanto diverse tra loro, hanno un punto in comune: la concezione della poesia come una pratica dotata di potere cognitivo al pari di altre pratiche di tipo scientifico o sociologico. Nei modelli presentati o discussi, seppur talvolta in modo critico, viene proposta dunque una visione innovativa che consiste nel situare la poesia al di fuori della sfera estetica, o piuttosto oltre la distinzione tra estetica, etica ed epistemologia. Nelle riflessioni del presente dossier, queste tre istanze abitano dunque il discorso poetico sullo stesso livello ontologico.

Spesso in questi interventi tale visione della poesia è dispiegata a partire da un’interrogazione approfondita sul ruolo del soggetto, sia nel senso dell’autorialità e del soggetto scrivente, che in quello della presenza della soggettività nel testo poetico: nelle pratiche esplorate da questo dossier il soggetto è un fattore problematico, che il superamento della distinzione tra etica, estetica ed epistemologia obbliga a ridefinire, a ridurre o a disperdere. Se la poesia vuole interrogare la stratificazione complessa – anche in senso epistemologico – del reale e della società, essa deve rendere conto di una molteplicità di materiali verbali che trascendono le singolarità soggettuali.

Tali questioni sono affrontate in modo molto diverso dai quattro interventi che seguono. Antonella Francini ne esplora le premesse storiche nella poesia di Jack Spicer. Se nel testo critico che accompagna le sue traduzioni queste tematiche emergono in modo netto sul piano della poetica, nella poesia di Spicer si scorge invece ancora un divario immenso rispetto ai processi attuati da autori contemporanei quali ad esempio Kenneth Goldsmith, Vanessa Place e Franck Leibovici. Goldsmith, padre della nozione di uncreative writing, è presente in modo più o meno esplicito in molte riflessioni che abitano il presente dossier. Il mio intervento tenta di illustrare i limiti della sua posizione proprio in relazione a una visione contemporanea del superamento poetico tra estetica, etica ed epistemologia. La riflessione di Franck Leibovici, primo capitolo inedito di un libro a venire, è volta essa stessa a proporre un modello più sofisticato e attuale dell’uncreative writing, e ha allo stesso tempo il pregio di proporre una lettura storica. L’intervento di Gilda Policastro si concentra sulla dimensione vocale e performativa e sulla poesia italiana contemporanea, mostrando un’altra linea possibile di analisi ma anche la differenza del panorama poetico italiano rispetto alle questioni affrontate dalla linea franco-americana.»

Alessandro De Francesco

 

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