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Periodici - Storia e Geopolitica

QCR Quaderni del Circolo Rosselli 3-2018 (anno XXXVIII, fascicolo 132) - Democrazia e partiti. Per l’attuazione dell’art. 49 della Costituzione

QCR Quaderni del Circolo Rosselli 3-2018 (anno XXXVIII, fascicolo 132)

Democrazia e partiti. Per l’attuazione dell’art. 49 della Costituzione

Samuele Bertinelli (a cura di)

Caratteristiche: 2018 • 16x23 cm • 232 pagine • brossura
Collana: QCR
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Descrizione

Lelio Basso rivendicò con orgoglio, finchè ebbe vita, la paternità dell’articolo 49 della Costituzione, il quale recita: «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale». Tale formulazione, scaturita da un compromesso di alto profilo tra le diverse culture politiche che animarono la Costituente, intendeva concretamente consentire l’esercizio della sovranità popolare a tutti i cittadini italiani, anche attraverso forze politiche organizzate.

Che i partiti si dotassero di ordinamenti e strutture interne effettivamente democratici e trasparenti era l’implicito presupposto, necessario affinchè essi potessero svolgere la loro funzione costituzionale. Ma è avvenuto, questo, nella storia dell’Italia repubblicana? È lecito – come minimo – dubitarne. I partiti oggi soffrono, non casualmente, di un discredito generalizzato, ed i movimenti politici di maggior successo elettorale fanno per questo della polemica contro i partiti tradizionali un tratto essenziale della loro stessa identità.

Difficile non esprimere, in questo contesto, almeno qualche fondata preoccupazione: la scena pubblica infatti è sempre più attraversata da demagogia, populismi e diffuse pulsioni plebiscitarie, e il sistema politico, tra partiti-azienda, partiti-marchio, in ogni caso partiti del leader (o del capo, come sempre più spesso, e con ragione, si tende a definirli) ha subito, in questi anni, una vistosissima involuzione autocratica.

Tuttavia, il più grave problema che pone la crisi del pluralismo politico organizzato in partiti è per la democrazia, per le sue regole e le sue istituzioni. Ce lo ricorda uno dei maggiori teorici del diritto del secolo scorso, Hans Kelsen, che senza perifrasi scrisse: «Solo l’illusione o l’ipocrisia può credere che la democrazia sia possibile senza partiti politici».

La preoccupazione di fondo che ha mosso la Fondazione Rosselli a riaprire una riflessione sull’articolo 49 e sulle forme di una sua possibile attuazione è dunque per le istituzioni democratiche e la democrazia rappresentativa del nostro paese, prima ancora che per i partiti. Il punto di vista dichiarato, e programmaticamente assunto, è pertanto quello dei cittadini, intesi anche come singoli, ed è mirato a individuare effettivi strumenti giuridici a garanzia, qui e ora, dei loro diritti politici, e della loro concreta possibilità di partecipazione democratica.

Questo punto di vista esprime, attraverso il contributo di alcuni tra i più autorevoli costituzionalisti, scienziati e filosofi della politica italiani, il nuovo Quaderno del Circolo Rosselli, appena uscito, che sarà presentato per la prima volta a Firenze oggi pomeriggio in occasione del Festival Firenze Libro Aperto 2018, da Valdo Spini e Enzo Cheli.

 

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