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Periodici - Architettura Innovazione e Gusto

Architettare n. 22 - Ricostruire l’architettura della città

Architettare n. 22

Ricostruire l’architettura della città

Pubblicazione della Fondazione Architetti Pianificatori Paesaggisti della provincia di Reggio Emilia

ISBN: 978-88-6995-609-6
ISSN: 2420-7756
Caratteristiche: 2019 • 13x21 cm • 160 pagine • oltre 100 immagini • brossura
Fascicolo (2 in armadio)   € 10,00
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Descrizione

ARCHITETTARE esce dopo circa un anno e mezzo di silenzio a causa delle traversie che hanno interessato l’Ordine degli Architetti PPC di Reggio Emilia nell’ultimo periodo. Lo fa con un tema deciso dalla redazione ai tempi dell’interruzione: ricostruire – l’architettura della città.

Ci auguriamo che il tema sia di buon auspicio per ricostruire un clima sereno e produttivo, lavorare sulla promozione di quel meraviglioso mestiere che è l’architetto (in tutte le sue declinazioni) e sulla domanda di architettura. ARCHITETTARE continuerà, con uno spirito rafforzato, a svolgere il suo modesto lavoro di diffusione della conoscenza per accrescere la cultura e la creatività, cercando di cogliere i profondi cambiamenti in atto.

Se ognuno fa la sua parte, possiamo cambiare le cose.

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«Il termine stupido ha, nella lingua italiana, un significato condiviso per individuare colui che abbia, in una determinata circostanza, negato l’evidenza delle cose e si sia comportato in modo per nulla intelligente. Lo stupido usa le parole senza comprenderne il senso, confonde il significato di una frase con la sintassi da cui essa stessa è composta, la libertà di espressione con la libertà di esprimere ragionamenti senza alcuna logica. È in atto, al tempo odierno, una pericolosa supremazia della stupidità e dell’ignoranza sulla conoscenza, sul sapere, sulla competenza che ha quasi dell’incredibile in un periodo storico dove, almeno nelle realtà occidentali, la possibilità di acquisire conoscenza, sapere, competenza, è liberamente possibile a ogni livello della società.

[…] Nell’architettura questa supremazia è particolarmente evidente. Quando l’incultura e l’approssimazione investono temi dove la competenza è parte fondamentale e inequivocabile (medicina, ingegneria, fisica, architettura, letteratura) la stupidità manifesta tutta la sua potenzialità distruttiva. Il pensiero s’impoverisce drasticamente, la negazione dell’evidenza diventa l’unico modo di espressione, la capacità di innovare completamente annullata. Nel suo HOMO STUPIDUS STUPIDUS, Vittorino Andreoli definisce la capacità di convincersi di evidenti falsità come meccanismo di difesa dalla paura di un arretramento rispetto alla condizione presente. Mistificazione e conservazione sono due termini complementari: la mistificazione serve a nascondere la realtà per renderla non modificabile. La negazione dell’evidenza, reazione immatura e primitiva, è incentivata dall’incompetenza e dall’opportunismo di interessi personali…»

Andrea Rinaldi – Presidente Ordine e Fondazione Architetti di Reggio Emilia

 

Scarica l’indice del fascicolo (29 kb)

 

 

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