Se nell’Ottocento le città distrussero le mura che le circondavano per rompere i propri confini, l’urbanistica e l’architettura del tempo contemporaneo sembrano abbracciare la necessità di riappropriarsi di alcuni limiti.
E se le città, europee e sudamericane in particolare, stanno riscoprendo il bisogno di ri-densificare e ri-definire il proprio limite fisico per contrastare lo sprawl urbano che ha dato l’ossatura a quella città diffusa oggi socialmente, economicamente, amministrativamente e geograficamente insostenibile, l’architettura, che da sempre ha teso a scavalcare ogni limite disciplinare, perde in molti casi i propri confini fisici per smaterializzarsi in flussi informativi e paesaggi virtuali non riuscendo, molto spesso a gestire la verità della propria essenza.
Opere 31 nasce da questo presupposto. Una investigazione su un limite inteso sia come necessità di ridefinire un disegno fisico, e sia come il necessario punto di ri-partenza verso il futuro disciplinare. Quel luogo al margine, quindi non ben focalizzato, dove generalmente “gemmano” le nuove idee tanto quanto le spettacolari azioni che portano al gol. Perché è sempre più chiaro che l’obiettivo dell’azione è quello di acquisire la giusta destrezza per muoversi sul limite. Senza la paura di abbandonare ciò che ci siamo lasciati alle spalle negli ultimi trent’anni ma con la volontà di esplorare quei territori che – seppur ridotti fisicamente – restano praterie incontaminate dove fare correre le idee e creare le metodologie per una nuova città.
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Le malattie respiratorie occupano uno spazio note- vole, se non preponderante, nell’attività quotidiana del pediatra, e tale spazio non accenna a flettere. Riteniamo che venga dunque a proposito questo Volume, a cura della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili, in risposta alle esigenze del pediatra. Potrà a nostro avviso costituire sia materiale di aggiornamento per i problemi di fisiopatologia e di clinica che hanno, soprattutto i primi, un divenire così rapido tale da mettere alla prova anche il medico più attento all’esigenza di restare al passo con le nuove conoscenze, sia punto di riferimento per una consultazione, quando si impone nell’immediato la risoluzione di problematiche diagnostiche e terapeutiche.Frutto delle ricerche e dell’esperienza clinica delle più qualificate Scuole di Pneumologia Infantile in campo nazionale, il Volume si propone con una prima parte generale che, oltre a quantificare il problema, fornisce quelle nozioni di anatomia, di fisiopatologia e di genetica propedeutiche ad una migliore comprensione delle tematiche cliniche. Queste ultime costituiscono la seconda parte, con patologie ben note al pediatra. La terza parte riguarda argomenti specifici di diagnostica e terapia.Infine una quarta parte, i problemi sociali, che vede in primo piano oltre il recupero della funzionalità respiratoria nelle broncopneumopatie croniche, l’attività fisica in generale e lo sport in particolare come vie da percorrere per il recupero fisico e psicologico del bambino con patologie respiratorie invalidanti.
Per chi ricorda quei momenti come se non fossero passati dieci anni. Per chi quei momenti non li ricorda ma ama la fotografia e la poesia. Ecco a chi è destinato il volume “Cardoso, immagini e parole di una ricostruzione”. Il 19 giugno del 1996 il paesino della Garfagnana venne raggiunto da una devastante alluvione che lo trasformò in un luogo di rovina, morte e disperazione. Oggi la vita è tornata a pulsare ed il ritmo della quotidianità colora in modo nuovo le azioni della gente di montagna. Giuseppe Guidi, icona di questa voglia di rinascita, accompagna con le sue poesie l’itinerario fotografico di Pietro Ruffolo in un walzer fatto di parole e immagini che rappresentano la vita che ritorna.
“Chi”. Su un monosillabo, una domanda, si apre il più breve ma non per questo meno problematico dei testi del canone joyciano anche se apparentemente preparò con una certa cura, in un manoscritto stranamente pulito: l’opera che il pubblico dei lettori ha imparato a conoscere come l’esile volume dal titolo Giacomo Joyce. Si tratta dell’unico testo del canone joyciano quasi totalmente incentrato attorno alla città di Trieste, mentre ogni altra opera di Joyce, anche se composta altrove, ha sempre al suo centro Dublino. Un testo affascinante, in apparenza più accessibile di altri dell’autore, se non altro per la sua brevità, ma di una qualità privatissima, “un intermittente monologo interiore” che forse suggerirebbe quella non esposizione agli occhi del pubblico che evidentemente Joyce aveva scelto, rinunciando a pubblicarla.
La Salomé wildiana contiene una innovativa, per non dire sconcertante, riscrittura dell’intero episodio biblico. In più, dimostra quanto fosse ampia, e mai superficiale, la conoscenza di Wilde nel campo della tradizione ermetica.
Nuova edizione Il messaggio di questo libro è chiaro: ritornare alla natura. E’ un dolce invito che le due Autrici ci fanno nella maniera più accattivante, perchè il volume è alla portata di tutti, non è necessaria alcuna cognizione botanica. Non è un libro fatto a tavolino, ma una ricerca diretta fatta “in campo” (in senso lato ma anche stretto). Per la raffigurazione non sono state usate foto o piante essiccate ma, secondo le antiche e preziose consuetudini botaniche, ogni specie è stata sapientemente disegnata. Testo e figura si integrano e si completano, cosicchè, con poche nozioni e senza bisogno di complicate chiavi analitiche, le piante ad uso alimentare diventano subito riconoscibili.
Prima monografia, non antologica, di Hector&Hector che, oltre alle immagini, presenta molti disegni e foto dell’artista: un catalogo dunque davvero insolito che permette di conoscere meglio la personalità di un autore contemporaneo decisamente originale.
Dopo la rassegna dei luoghi dove, a Firenze, abitavano e lavoravano gli artisti del nostro più fulgido Rinascimento, è ora la volta di come quegli artisti vivevano, e cioè delle loro abitudini culinarie. Anche in questo caso non mancano le sorprese, se non veri colpi di scena come quelli che caratterizzavano i costumi abbastanza stravaganti del Pontormo e anche dello stesso Michelangelo. E poi Giotto, il Vasari, Leonardo… Le ricette più in voga nel tempo che tanto entusiasmavo questi grandi uomini.








