A Grosseto, in un Pronto Soccorso moderno e quasi futuribile, oltre ai casi di codice “rosso”, “giallo” e “bianco”, esiste un'altra procedura: i “codici rosa”. È questo un protocollo sanitario, per ora in uso soltanto nel capoluogo toscano, nato da un’idea sviluppata e rapidamente messa in atto da una Task Force interistituzionale, che consente alle donne maltrattate – ma anche ai bambini, agli anziani, ai disabili, agli omosessuali – di essere assistite in modo particolare; e non solo dal punto di vista medico-fisiologico, ma anche psicologico e giuridico. Fu così che l’Autore abbandonò il suo progetto di scrivere una biografia sul “santo dell’Amiata” per raccontare, con taglio giornalistico e stile scorrevole, questa meraviglia umana. Queste stupende persone che in mezzo a tanta fredda burocrazia agiscono per il bene di categorie più deboli. E lo fanno con una dedizione e una passione da far dimenticare le tante carenze del nostro sistema sanitario. E chissà che, come dice Tolstoj, “come una candela ne accende un’altra e così si trovano accese migliaia di candele, così un cuore ne accende un altro e così si accendono migliaia di cuori”.
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