Molti avvenimenti che quotidianamente la cronaca e i media riportano, hanno a che vedere con la clandestinità. La clandestinità dei migranti, la clandestinità di molte guerre che vengono combattute, la clandestinità permessa dalla rete a chi conduce delle battaglie mediatiche, la clandestinità di chi vive una vita in prigionia, la clandestinità di alcuni spazi urbani che offrono riparo a chi vive una vita clandestina o che acquistano questa condizione semplicemente con il passare delle ore di una giornata.
La società contemporanea, spesso senza accorgersene, è retta in molte sue manifestazioni da una qualche condizione di clandestinità.
Con questo fascicolo, “Opere” comincia un'analisi per comprendere come l'architettura, l'urbanistica, le amministrazioni e – perché no – gli istituti culturali investighino il problema e rispondano a questa domanda “occulta” in quanto posta da chi dovrebbe vivere, il più delle volte, una condizione silenziosa. Ma che appunto per questo è ancora più importante.
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